La Sardegna Educa al Digitale

Patto
Digitale
Sardegna

Un'alleanza territoriale tra scuole, famiglie e comuni per ritardare l'esposizione precoce agli smartphone — con metodo scientifico e senza lasciare i genitori da soli.

EducazioneRoutine DigitaliSocial MediaIdentità DigitaleCyberbullismoFormazione
6comuni

pilota

12coop.

in rete

1univ.

partner

Perché se la regola è di comunità, la pressione sui ragazzi si azzera.

I dati

I numeri che i genitori
conoscono già. Ma che nessuno affronta insieme.

Non mancano i dati sul problema. Manca un luogo dove agire su di essi, come comunità.

Dipendenza percepita

77,5%

degli adolescenti tra 11 e 18 anni si dichiara dipendente dai propri dispositivi digitali.

Non te lo dicono. Ma lo sanno già.

Safer Internet Day / ISS, 2024

Età media primo smartphone

9 anni

è l'età media in cui i bambini italiani ricevono il primo smartphone personale.

Due anni prima dell'ingresso alle scuole medie.

HBSC Italia 2022

Il paradosso del controllo tecnico

8 su 10

dei genitori attivano il parental control. Ma solo 1 su 5 degli adolescenti di 14 anni risulta ancora monitorato.

Il controllo tecnico non scala con l'età. Si esaurisce proprio quando servirebbe di più.

MIMIT / Università Cattolica di Milano, 2024

I genitori chiedono aiuto

2 su 3

dei genitori italiani dichiara di aver bisogno di supporto per gestire la vita digitale dei figli.

La rassegnazione non è indifferenza. È solitudine educativa.

MIMIT / Università Cattolica di Milano, 2024

La visione

Perché il parental control
non basta

Ogni genitore che installa un filtro tecnico crede di aver risolto il problema. I dati dicono altro.

Superato

Parental Control

Filtri tecnici impostati dal singolo genitore. Funzionano finché il ragazzo non impara ad aggirarli — di solito entro pochi mesi. Aumentano la conflittualità familiare senza ridurre l'esposizione all'economia dell'attenzione.

  • Richiede aggiornamento tecnico continuo da parte del genitore
  • Si esaurisce con la crescita del ragazzo
  • Isola il genitore nella gestione del problema
  • Non tocca la pressione sociale ("lo fanno tutti i miei amici")
Il nostro metodo

Mediazione Attiva di Comunità

Famiglie, scuole e istituzioni si siedono attorno a un tavolo e negoziano regole condivise nel territorio. Se la regola è di comunità — non del singolo genitore — la pressione sociale sui ragazzi si azzera. Nessuno resta solo.

  • Non richiede competenze tecniche: serve solo partecipazione
  • Non si esaurisce: cresce con la comunità
  • Distribuisce la responsabilità educativa su più attori
  • Trasforma "lo fanno tutti" in "qui, insieme, abbiamo deciso diversamente"
Approccio ScientificoComunità

Il partenariato

Una rete per
la Sardegna

Partner Scientifico

Università degli Studi di Cagliari

Facoltà di Studi Umanistici · Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia

U

ATS · 12 Cooperative Sociali

Solidarietà Consorzio
Coop. Noesis
La Famiglia
Liber
Sacro Cuore
Zerocento
Itaca
Che Frades
Coop. ADA
Adest
Il Mosaico
Non è mai troppo tardi

Roadmap

Il percorso

Mesi 1–6

Baseline & Ricerca

Raccolta dati sulle abitudini digitali delle famiglie e dei minori.

Mesi 7–18

Formazione

Percorsi formativi per docenti, genitori e operatori.

Mesi 19–24

Firma del Patto

Sottoscrizione del Patto da parte delle comunità.

Mesi 25–36

Valutazione d'Impatto

Report scientifico finale con UniCA.

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